ITINERARI STORICO-ARTISTICI

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ottobre 15, 2019

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STORIA ANTICA

LA CITTA’ NASCOSTA – POMPEILa città sommersa dagli effetti della catastrofica eruzione del 79 d.C. riemerge dal passato e si dipana immobile ed eterna. Il percorso si svolge incrociando i luoghi del culto dei morti, dei ludi gladiatori, dei giardini dell’otium e tra i neg-otium. La lunga Via dell’Abbondanza attraversa la città e 2000 anni di storia, tra esemplari di termopolium, antico snack bar, fullonica, le ricche lavanderie, pistrinum, panificio, fino a raggiungere il forum, la piazza centrale, fulcro della vita sociale.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE (CHIUSO MARTEDÌ)E’ tra i più importanti musei archeologici al mondo e ospita l’anima delle antiche città campane distrutte dal Vesuvio. La miriade di oggetti esposti nella collezione pompeiana evoca la vita quotidiana in tutti i suoi aspetti: dall’arte culinaria, con il necessario per preparare pietanze e offrire banchetti; all’arte della lavorazione del vetro, per creare ampolle e vasetti per unguenti e profumi oppure oggetti di prestigio come lo splendido vaso cammeo blu; fino all’arte pittorica con i preziosi affreschi tecnicamente capaci di sopravvivere all’eruzione.

MATER MATUTA, DEA MADRE E GUERRIERAA Santa Maria Capua Vetere (CE), luogo dell’antica Capua, si stanziarono popolazioni indoeuropee, e al mito femminile della terra, della fratellanza primordiale, si sostituì quello maschilista del cielo, di Zeus guerriero; l’AlteraRoma, come la definì Cicerone, fu probabilmente la più grande città del IV secolo a.C.: una delle più antiche città campane, di cui si conserva l’Anfiteatro, secondo in grandezza e splendore solo al Colosseo; il MuseodeiGladiatori, per ricordare la valorosa rivolta di Spartaco, che da quì prese il via; e il Mitreo, raro esempio in Italia di un luogo di culto dedicato al dio guerriero, Sol Invictus, la cui iconografia verrà assimilata dal Cristianesimo. In pomeriggio visita al MuseoCampano, con reperti della civiltà preistorica Villanoviana e testimonianze etrusche. Passeggiata attraverso  il bel centro della cittadina fino al Duomo.

L’OPULENTIA MONDANA – ERCOLANORicca città di origine greca, preziosamente decorata e forse ambìto luogo di villeggiatura della classe dominante locale. Travolta da un’ardente colata di fango e ceneri, seppellita in un blocco di materiale tufaceo di 20 metri di spessore, è riuscita a conservarsi quasi intatta, con i suoi mosaici, tetti e arredi lignei.La visita consente di comprendere lo sviluppo architettonico della domus antica dagli elementi tradotti dalle capanne primitive sino a quelli ispirati ai palazzi ellenistici.

LA VILLA DI POPPEA – OPLONTISRecentemente scoperta, la villa rustica di Oplontis sembra sia stata parte dei possedimenti campani della famiglia diPoppea, la seconda moglie di Nerone. Chiusa per lavori di ricostruzione in seguito al terremoto del 62  d.C., fino al momento dell’eruzione erano già stati realizzati i lavori di rifacimento della zona adiacente alla natatio, con gli ospitalia dove sono i giochi prospettici scanditi dai vuoti e dai pieni simmetrici del susseguirsi di sale e giardini interni. Le pareti dei saloni e dei triclinii ancora conservano gli affreschi di secondo stile pompeiano, con realistici trompe-l’oeile di sublime fattura.

 

MEDIOEVO

LA CROCE DI SANT’ANDREAAmalfi (SA) è il centro principale della Costiera Amalfitana cui dà il nome. La più antica delle quattro Repubbliche Marinare che tra l’IX E IL XIII sec dominava i traffici marittimi nel Mar Mediterraneo. Oggi, piccolo centro turistico costiero di una bellezza paesaggistica più unica che rara, conserva molti monumenti che attestano il suo notevole passato: il Duomo, il Chiostro del Paradiso, la Cappella del Crocefisso, la Cripta con il corpo di Sant’Andrea,il Museo dell’Arsenale, dove scopriremo i segreti delle prime bussole e i codici marittimi, cioè le regole della ciurma. Pranzo in ristorante. Visita al Museo della Carta, per imparare i vari stadi del processo produttivo della pregiata Carta Amalfitana. Possibile gita via mare lungo un tratto della costa.

FRESCA ACQUA DI BOSCHI SACRISant’Angelo in Formis (CASERTA) è una frazione dell’attuale città di Capua, dove, in posizione dominante, si trova uno dei più raffinati esempi di architettura romanica in Campania: l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis. L’antica basilica benedettina di epoca longobarda custodisce, ancora ben leggibili, affreschi di scuola bizantino-campana, uno dei più importanti cicli di affreschi dell’epoca in sud Italia. Fu costruita sui resti di un tempio pagano, di cui si riconoscono i materiali marmi di reimpiego, fusti di colonne e altri elementi architettonici, tempio probabilmente dedicato a Diana Tifatina, dea della caccia protettrice del Monte Tifata che, con una corona di verde, tuttora sovrasta l’edificio. Il termine in Formis è controverso, ma potrebbe riferirsi alle acque sorgive, come quella famosa di Triflisco, cui i romani riconoscevano proprietà curative. Nelle vicinanze si trovano: il Bosco di San Vito e Sansò, il cimitero garibaldino e il cosiddetto Ponte Annibale.

 

 

ETA’ MODERNA

LE SFOGLIE DELLA CAPITALEProbabilmente nessun’altra città al mondo come Napoli(NA) racconta la sua Storia. Il centro storico della città è da leggere, sfogliando e osservando con delicatezza i suoi angoli. Cominciando dal Duomo, gioiello d’Arte, dove si sovrappongono stili decorativi dal raro romanico al raffinato gotico, attraverso il sobrio rinascimentale fino al ricco barocco. E i suoi Palazzi Gentilizi, simboli dell’aristocrazia feudale e della borghesia mercantile, coi loro fantasmi che raccontano di amori e misteri. Il Pio Monte della Misericordia, che custodisce un’opera di Caravaggio, e il Monte di Pietà ricordano le ferite di un popolo stanco delle offese e soprusi dell’ingiusto malgoverno. Si giunge fino alla NapoliMonumentale, con l’ampia Piazza del Plebiscito, la Galleria Umberto e i suoi il caffè chantant, per evocare la Belle Epoque.

IL SETTECENTO

CLAVICEMBALO E TAMMORRA: PALAZZO REALE DI NAPOLI – PIAZZA PLEBISCITOProgettata dall’architetto romano Domenico Fontana, la costruzione della Reggia di Napoli durerà circa 150 anni, sarà nel frattempo scenario della vita politica napoletana. Il percorso all’interno del museo si snoda tra sale decorate in epoche molto differenti, oggetti e mobilio di manifattura europea,soprattutto del ‘700 e ‘800napoletano e la collezione di dipinti esposti con coerenza di soggetto, che consentono di comprendere gli influssi artistici presenti nel Regno di Napoli.La vasta Piazza del Plebiscito è un affascinante esempio di sistemazione architettonica al servizio delle esigenze di rappresentatività politica.

CAPPELLA SANSEVERO (INGRESSO SCUOLE €. 2.00) – VIA SAN GREGORIO ARMENO (NAPOLI)

Considerato tra i più interessanti capolavori artistici d’Europa, il Cristo Velato, si trova al centro della cappella nobiliare della famiglia Sansevero. L’intera decorazione scultorea della cappella, voluta e progettata dal principe Raimondo,alchimista e inventore, è una sinfonia di simbologie allegoriche e virtuosismi artistici.la Via dei Pastoriè colorata e divertente ed è costellata di figure in miniature necessarie a costruire il popolare presepe napoletano, forma artistica ammirata da re e regine in epoca borbonica e realizzata dai più grandi scultori dell’epoca.

LA RIVOLUZIONE DEI LUMILa storia della costruzione della Reggia borbonica a Caserta(CE) è esemplare per comprendere le dinamiche di due secoli di storia europea: la politica innovativa e illuminata del Re buono, Carlo di Borbone; l’ingegno futuristico di un grande artista, l’architetto Luigi Vanvitelli; la miriade di manifatture del regno, volano di sviluppo economico; l’esperimento di utopia sociale della città di Ferdinandopoli e i successi artistici e tecnologici del setificio di San Leucio; il periodo del dominio napoleonico e la restaurazione dell’Ancien Règime; i moti del ’48 la successiva concessione della Costituzione fino all’unità d’Italia. Anche la vegetazione in cui è immersa la Reggia risponde a rigide leggi di pianificazione architettonica: il giardino italiano, con le geometriche aiuole, il lungo viale alberato arredato da gruppi scultori allegorici, la grande cascata alimentata dall’enorme Acquedotto Carolino, il giardino inglese, dove atmosfere esotiche si intrecciano a forme del passato classico.

 

FERDINANDOPOLI: L’UTOPIA SOCIALISTAFerdinando di Borbone è spesso ricordato simpaticamente come Re Nasone e Farfallone, per il suo aspetto e l’indomabile desiderio di divertirsi, ma poco si  menziona l’esperimento d’avanguardia sociale che attuò nella RealColoniadi San Leucio. La colonia eraregolata dallo statuto del 1789, che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità, formata dai lavoratori e le famiglie dell’annessa Seteria: assegnazione di una casa all’interno della colonia, formazione professionale gratuita per maschi e femmine, 11 ore di lavoro di contro alle 14 nel resto d’Europa, case con servizi igienici e acqua corrente, una cassa comune di carità, uguaglianza tra gli individui e parità tra uomini e donne, abolizione della proprietà privata, assistenza garantita agli anziani e agli infermi, esaltazione del valore della fratellanza, sono solo alcuni dei concetti filosofici ispirati da Gaetano Filangieri e formalizzati in leggi dal ministro Bernardo Tanucci. L’organizzazione sociale favorì la crescita economica e specialistica della seteria. Nel Museo della Seta si comprenderanno tecniche e materiali delle sete di San Leucio, che ancor oggi si possono ritrovare in Vaticano, al Quirinale, nella Sala Ovale della Casa Bianca: le bandiere di quest’ultima e quelle di Buckingham Palace sono fatte di questo materiale.